In molte sezioni e classi ci sono bambini che a casa parlano un'altra lingua. Con la penna GiGi possono ascoltare l'italiano parola per parola, con la pronuncia giusta, tutte le volte che vogliono — anche quando l'insegnante è impegnata con il resto della classe.
Il bambino tocca un disegno e sente la parola, letta da voci narranti professionali. Può ripeterla dieci volte, senza il timore di sbagliare davanti agli altri.
Nell'angolo dell'ascolto il bambino esplora da solo o in coppia, mentre l'insegnante segue il resto del gruppo. Niente schermi, niente app.
Il bagno, la merenda, le emozioni: l'italiano che serve subito per stare bene a scuola, prima ancora della lingua per studiare.
Ogni collana lavora su un'area del lessico di base. Pensati per la scuola dell'infanzia e i primi anni della primaria.
Lessico di base
Il primo vocabolario illustrato e sonoro: famiglia, corpo, colori, numeri, lettere, animali, trasporti, supermercato, stagioni.
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Routine e azioni
Lavarsi i denti e il viso, andare in bagno, fare la doccia: le azioni e le parole delle routine, le stesse che il bambino vive a scuola.
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Lessico emotivo
Gioia, rabbia, paura, tristezza: parole che in una lingua nuova arrivano tardi, ma servono subito. Ideale per il cerchio del mattino.
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Nominare colorando
A tavola e Animali: cibi e animali da colorare con il pennarello ad acqua incluso e da nominare con la penna. Lingua e manualità insieme.
Scopri il libro →Per la sezione, per il laboratorio L2 o per l'accoglienza degli alunni NAI.
Un cuscino, un libro, la penna: dieci minuti al giorno di ascolto libero. Funziona anche con gli alunni NAI appena arrivati, che non hanno ancora le parole per chiedere.
L'insegnante dice una parola, il bambino la cerca nella pagina, la tocca con la penna e la ripete. Poi ci si scambiano i ruoli.
Un compagno che parla già italiano e uno che lo sta imparando esplorano insieme la stessa pagina: uno indica, l'altro ascolta, poi si invertono.
Con Le mie emozioni, ogni mattina: «Oggi mi sento…». Il bambino ascolta la parola e la ritrova nel disegno.
Prima di andare in bagno o a pranzo si ascolta la pagina giusta di Divento grande: le parole arrivano insieme all'azione.
Nel fine settimana libro e penna vanno a casa: anche i genitori che non leggono l'italiano possono ascoltare la storia insieme al bambino.
Imparare l'italiano non significa mettere da parte la lingua della famiglia. Mentre la penna legge in italiano, a casa i genitori possono commentare le immagini nella propria lingua: il bambino collega le parole di due mondi.
Con gli adesivi registrabili della penna, una famiglia può perfino registrare la parola nella lingua di casa e attaccarla accanto al disegno. Lo ricordano anche le Linee guida ministeriali per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri (2014): la competenza nella lingua d'origine sostiene l'apprendimento dell'italiano.
Sì. Si parte dall'immagine e dall'ascolto, senza bisogno di leggere né di avere una lingua in comune con l'insegnante: il bambino tocca il disegno e sente la parola in italiano.
No. Alla scuola dell'infanzia i bambini toccano i disegni e ascoltano; chi sta imparando a leggere può seguire il testo stampato mentre lo sente pronunciare.
Voci narranti professionali in italiano, con musiche e suoni registrati in studio: un modello di pronuncia chiaro e sempre uguale, che il bambino può riascoltare quanto vuole.
No. La penna funziona offline, senza app e senza creare account, e non invia dati: per questo è semplice da usare anche a scuola. Gli audio dei libri si scaricano gratis e si copiano sulla penna via USB.
Dipende da come la usate: per un angolo dell'ascolto bastano una o due penne; per il lavoro a coppie, una penna ogni due bambini. Ogni penna funziona con tutti i titoli.
Sì, proponiamo laboratori di lettura ad alta voce. Scrivici per date, modalità e per il listino riservato a scuole e biblioteche.